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Codice degli appalti: cos’è e cosa regola in Italia da sapere

Codice degli appalti

Codice degli appalti? Ci sono importanti novità da conoscere in materia. Molti cambiamenti da quando, nel 2016, fu varato con lo scopo di “disciplinare i contratti della pubblica amministrazione per eseguire opere pubbliche, svolgere servizi e reperire le forniture utili a perseguire i fini istituzionali degli enti pubblici e anche alle procedure di scelta del socio privato di società pubbliche”.

Una grande modifica è avvenuta nel 2017. Una piccola svolta in cui  appaiono la clausola sociale obbligatoria, il criterio del prezzo più basso e piccoli cantieri, il rating di impresa (prima obbligatorio ora volontario), gli aiuti alle Pmi e il saldo delle fatture.
Se agogni a lavorare in questo settore dove negli anni ottanta si impantanò la Prima Repubblica, ecco le cose da sapere sullo stato d’arte del codice d’arte e sugli studi da fare per diventarne professionisti. Buona lettura.
Ma quindi cosa cambia nel nuovo codice appalti? Quali sono le modifiche sostanziali introdotte nel nuovo codice?

 Codice degli appalti? La materia è densa perché è là che potrebbe annidarsi operazioni di infiltrazioni mafiose nel settore pubblico e perché sono cambiate diverse cose rispetto al 2016. Cosa? Come studiare per agire in questo campo? Sei nella mini-guida giusta.
Innanzitutto va detto che dal 18 ottobre 2018 tutte le comunicazioni degli Appalti pubblici, a partire dalla presentazione delle candidature e delle offerte, devono avvenire solo con modalità elettronica. Lo prevede  l’art. 40 comma 2 del D.Lgs. 50/2016 (infra il “codice contratti”).
Alcuni hanno prontamente sollevato il dubbio su cosa si intenda per “comunicazioni degli appalti pubblici” ma in realtà la risposta arriva dall’art. 22 della Direttiva 2014/24/UE che spiega che “si tratta proprio dell’intera procedura di affidamento delle gare pubbliche compresa, quindi, la presentazione delle candidature e delle offerte”.
Questo postula la necessità di gestire la procedura di affidamento attraverso strumenti che garantiscono la segretezza. Ci vuole la giusta tecnologia per non consentire a nessuno l’accesso al contenuto dell’appalto pubblico prima del termine assegnato per la presentazione. Ecco perché la posta elettronica non è sufficiente, ma servono professionisti in grado di sviluppare e gestire piattaforme di eProcurement che consentano di:
  • impostare le gare;
  • gestire gare informali;
  • gestire gare di nuova generazione come i partenariati per l’innovazione o le procedure competitive con negoziazione.

E’ chiaro che questo volo di gabbiano sul codice degli appalti è solo una visione dall’alto ma è già evidente che chi vuole lavorare in questo settore deve possedere un know-how unico.

Il master in gestione degli appalti pubblici

Dietro al codice degli appalti ci sono (e ci devono essere) professionisti. Vuoi essere uno di loro? Valuta di seguire il master di secondo livello in “Gestione degli appalti pubblici. Il nuovo codice dei contratti, concessioni, appalti e ppp” dell’università Niccolò Cusano.

Per capire a pieno in cosa consista il percorso didattico, ecco snocciolate dal sito dell’Unicusano le materie sulla gestione degli appalti:

  • il quadro normativo;
  • il nuovo quadro normativo italiano in recepimento delle recenti direttive europee;
  • contrattualistica pubblica e privata;
  • procedure concorsuali, nazionali e comunitarie, in materia di contratti pubblici;
  • pianificazione, gestione e controllo della spesa;
  • l’Autorità Anticorruzione (ANAC) sui contratti pubblici;
  • strategie economiche e tecniche di acquisto e negoziazione;
  • modelli organizzativi gestionali;
  • relazioni con i fornitori;
  • gare telematiche e strumenti informatici;
  • etica professionale;
  • logistica e gestione delle scorte;
  • analisi economica dei mercati;
  • gestione della qualità;
  • contabilità e bilancio;
  • partenariato pubblico-privato.

Qual è il costo del master per diventare esperti di gestione degli appalti pubblici? Eccolo:

  • € 2.350,00 (suddivisa in 5 rate).
  • € 2.100,00 (suddivisa in 5 rate) per le seguenti categorie:
  1. laureati nelle classi si laurea indicate all’art.2 da meno di 24 mesi;
  2. laureati Unicusano;
  3. avvocati iscritti all’Ordine;
  4. ingegneri iscritti all’Ordine.

I contratti degli appalti pubblici

Quello che cambia nel codice degli appalti recente è che, mentre la normativa europea si pone dal punto di vista delle imprese per il perseguimento della tutela della libera concorrenza e dell’interesse pubblico di garantire il miglior contraente per l’Amministrazione, quella nazionale mira all’individuazione delle condizioni complessivamente più vantaggiose per l’affidamento dell’appalto.

Noi abbiamo un passato, come dimostra Mani Pulite, che ci spaventa e che ci mette in guardia dalla Mafia anche attraverso alcune postille dei contratti che imparerete a conoscere diventando professionisti del settore.

La legge sugli appalti

Se le parole sono importanti perché è tra le loro pieghe che si infila il lavoro degli avvocati, esiste un punto fermo sull’appalto pubblico e cioè la sua legge. Ecco il pdf.

Sta a te studiare la normativa sulla gestione degli appalti pubblici in Italia con l’ottica di contestualizzarla in Europa dove esistono direttive scevre dal modus operando della mala vita e quindi giustamente interessate al libero svolgimento del mercato economico.

*** Forse ti interessa integrare il discorso sul codice degli appalti leggendo questo articolo sulla confisca di prevenzione ***

Il codice degli appalti  lo hai appena iniziato a conoscere. Vai più a fondo sul tema.

Come? Leggendo gli articoli del nostro blog tematico Trainingschool.unicusano o, attraverso  l’apposito form informativo, facendoci tutte le domande che hai in testa sull’item.