Pubblicato il

Rischio sismico in Italia: ecco quello che dovete sapere di certo

Rischio sismico in Italia

Rischio sismico in Italia? C’è ed è molto forte. La conformazione geologica dell’Italia fa sì che non viviamo su un terreno stabile e sicuro. Lo dimostra anche la storia che, ciclicamente, ha messo il nostro popolo a dura prova. Molto non si può fare contro la forza di Madre Natura ma bisogna essere abbastanza onesti e lungimiranti da ammettere che tanti danni e tante vittime sono state causate da nostra imperizia. Un’azione di prevenzione sismica, infatti, avrebbe cambiato le sorti di certe tragedie e, di certo, le cambierà nei prossimi decenni grazie ai nuovi professionisti che lavoreranno in tal senso. Voi potreste essere uno di loro. Se la cosa vi interessa, ecco cosa c’è da sapere in merito. Buona lettura.

Rischio sismico in Italia? Sì, è concreto. Perché la cronaca racconta di ciclici scossoni nello stivali e di cicliche tragedie. Morti, fondi per ricostruire andati persi e crimini evitabili che costano spesso la vita di innocenti. Il terremoto più recente è stato quello del centro Italia legato a Amatrice ma non era passato tanto tempo da quello nelle parti di Modena.

Che fare? Studiare per salvare vite. Come? Per esempio frequentando il master di primo livello in “Progettazione sismica delle strutture” dell’università Niccolò Cusano. Se ogni medico dice sempre che prevenire è meglio che curare, perché non applicare l’adagio alla costruzione dei palazzi e della case? Molte sono venute giù perché prive di fondamenta o perché realizzate senza cognizione di causa.

In questo caso, invece, sarete in grado di diventare esperti di progettazione sismica grazie alle singole aree di studio in cui è suddiviso questo specifico iter didattico post laurea. Ve le riportiamo, per correttezza di informazione, direttamente dal sito ufficiale. Ecco la lista:

  1. Fondamenti di meccanica delle strutture;
  2. Fondamenti di geofisica e di sismologia;
  3. Materiali strutturali: prestazioni di durabilità e sostenibilità;
  4. Sistemi strutturali sismo-resistenti;
  5. Valutazione del rischio sismico;
  6. Modellazione strutturale;
  7. Analisi strutturale;
  8. Progettazione degli edifici;
  9. Isolamento sismico;
  10. Strutture prefabbricate;
  11. Costruzioni esistenti;
  12. Applicazioni.

Vedete da soli che avrete modo di ottenere una specializzazione sulla gestione dei progetti anti sismici unica e spendibile in un mercato nostrano dove sono ancora aperti i cantieri di terremoti di decenni fa. Se l’impatto sul mercato del lavoro è assicurato, bisogna quantificare l’onere. Il costo del master in progettazione sismica è di 2500 euro che possono scendere a 2200 euro se siete laureati presso Unicusano o se siete ingegneri iscritti all’Albo.

La carta sismica italiana

Non si può affrontare il tema del rischio sismico in Italia, senza pensare alla carta inerente. Per metterla a fuoco  è bene stabilire che con rischio “si intende lo scuotimento del suolo atteso in un sito a causa di un terremoto. Essendo prevalentemente un’analisi di tipo probabilistico, si può definire un certo scuotimento solo associato alla probabilità di accadimento nel prossimo futuro”.

Questa specifica fa capire che non si tratta di dati oggettivamente indiscutibili ma di uno strumento che, nel 2004, è stata rilasciato dall’Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia (Ingv) e che ha lo scopo essenziale di restituire a chi lo consulta un quadro delle aree più pericolose nel nostro paese.

Valutazione del rischio sismico

Una volta compresa la definizione di pericolosità sismica è bene capirne come metterla in scala. Qua entra in gioco il rischio sismico che è “la misura matematica/ingegneristica per valutare il danno atteso a seguito di un possibile evento sismico”.

Si tratta di un valore definito dall’interazione dei seguenti fattori:

  • pericolosità;
  • vulnerabilità;
  • esposizione.

Ecco perché ci si muove sulla seguente relazione:

“Rischio = Pericolosità · Vulnerabilità · Esposizione”

In cui:

  • pericolosità: è la probabilità che si verifichi un sisma (terremoto atteso); è legato alla zona sismica in cui si trova l’edificio;
  • vulnerabilità: consiste nella valutazione delle conseguenze del sisma; è legata alla capacità dell’edificio di resistere al sisma;
  • esposizione: è la valutazione socio/economica delle conseguenze; è legata ai contesti delle comunità.
Concetti complessi a cui si deve aggiungere lo specchietto informativo della classe di rischio sismico che è questo qua sottostante:
  1. classe A+ (minor rischio);
  2. classe A;
  3. classe B;
  4. classe C;
  5. classe D;
  6. classe E;
  7. classe F;
  8. classe G (maggior rischio).

Potete vedere da soli che si tratta di un’area di studi densa ma anche molto affascinante. Sta a voi decidere se impegnarvi in una formazione che vi darà filo da torcere sui libri ma anche tante soddisfazioni sul campo. Mettere il proprio intelletto al servizio del prossimo, infatti, non è cosa da tutti.

Ora la situazione del rischio sismico in Italia vi è meno nebulosa ma, attenzione, siete ben lontani dall’avere un quadro completo. Se questa strada vi affascina, continuate a sondare il web per avere informazioni ed altri dati. O, meglio, “frugate” negli articoli del nostro blog tematico Trainingschool.unicusano e nelle risposte a quelle domande che ci fate attraverso  l’apposito form informativo con cui potrete chiederci quel che volete sapere e che non trovate in giro.