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Cultura organizzativa: cos’è e a cosa serve nella Pubblica Amministrazione

Cultura organizzativa

La cultura organizzativa c’è sempre mancata. In Italia abbiamo tantissimi pregi ma è indubbio che, rispetto ad altri paesi d’Europa, siamo poco propensi ad essere coesi. Le cose, però, mutano e così, anche da noi, arrivano i cambiamenti storici della Pubblica Amministrazione, iniziati con la legge 150/2000 ed ora finalmente nel vivo del loro sviluppo. Questo genera tutto uno spostamento a catena delle tessere del mosaico che compongono il mercato del lavoro tra cui la nascita di nuove professioni legate alla cultura organizzativa. Unicusano offre, in merito, un master tutto da scoprire. Queste ed altre preziose informazioni sul tema nel proseguo della mini-guida. Buona letttura.

Per capire come siamo messi in quanto a cultura organizzativa, è bene partire dalla base e, cioè, dalla sua definizione.  Secondo Wikipedia è “un fenomeno che si manifesta negli assunti fondamentali che guidano un’organizzazione e si concretizza nei comportamenti, nei valori e nelle relazioni che caratterizzano l’organizzazione stessa, sia al suo interno che con l’ambiente esterno”.

La cultura organizzativa, per essere considerata come fenomeno reale, non può essere estrapolata dal suo contesto, ma va sempre relazionata ad uno specifico ambito di riferimento. Va da sé che un concetto simile diventa importantissimo se applicato alle aziende. Come un motore oleato il cui funzionamento parte dai meccanismi che si incastrano alla perfezione, un’impresa sana è ben organizzata al suo interno.

Il passaggio successivo di questa logica è il formare nuove professioni per far funzionare le aziende. Come? Per esempio imparando a gestire i conflitti che, stando alla nozionistica di questi anni, si divoro in queste precise sezioni:

  • Conflitti intrapersonali, ossia conflitti interni al sé;
  • Conflitti interpersonali, cioè conflitti esterni al sé;
  • Conflitti intergruppi, che si verificano nel caso di scontro tra gruppi di diversa appartenenza;
  • Conflitti intragruppi, che si manifestano in caso di problematiche tra soggetti appartenenti allo stesso gruppo.

Il corso di formazione in organizzazione gestione dei conflitti nelle organizzazioni

Un’offerta didattica concreta in tal senso ve la dà Unicusano rivolgendosi alla formazione del personale amministrativo dipendente delle Pubbliche Amministrazioni, in particolare iscritto alla Gestione Unitaria Delle Prestazioni Creditizie e Sociali. L’obiettivo che l’Ateneo s’è prefisso è molto preciso è cioè trasferire il know-how utile ad analizzare ed gestire situazioni conflittuali complesse nelle organizzazioni, in ottica preventiva.

I numeri del master in gestione dei conflitti spiegano molto bene a cosa andrete incontro. Si tratta di investire 10 settimane del vostro tempo suddivise in una sola lezione a settimana di 6 ore per un ammontare di 60 ore di formazione frontale complessiva. Quali saranno le materie? Si andrà dalla definizione di un contesto organizzativo fino ad arrivare alle soluzioni e alle strategie per gestire situazioni conflittuali.

Le caratteristiche di un leader

Dietro ad una corretta cultura organizzativa aziendale ci sono uomini e donne di valore che sanno comandare senza imporre. Ma quali caratteristiche deve avere una persona per aspirare a diventare un leader?

Ecco una lista di competenze per gestire un team:

  • Competenze cognitive, perché dovete avere sempre la mente lucida sulla visione di insieme e sulla direzione generale verso cui state andando;
  • Competenze organizzative e gestionali, perché ci sono infinite opzioni da incastrare e tutto passerà dalle vostre decisioni;
  • Competenze relazionali e comunicative, perché bisogna saper trattare coi propri uomini dando il merito dei successi e bacchettando chi si sta perdendo per strada;
  • Competenze personali, perché per ambire a stare a capo bisogna avere un bagaglio culturale unico da mettere alla base della propria ascesa.

In America si distingue da subito in chi sarà un esecutore (che non significa essere meno validi) e chi dovrà usare la testa per tenere insieme i pezzi. Il nostro paese, purtroppo, ha una storia pessima in tal senso perché ha sempre lavorato sulla lottizzazione dei posti di comando in base alla politica, dando le poltrone a persone spesso inadeguate ma “comode” per asservire determinate necessità.

Ora che la PA ha iniziato a ripulirsi all’insegna della trasparenza comunicativa e che l’opera del Ministro Madia sta iniziando a stanare i famosi “furbetti”, l’alba di un nuovo giorno sta arrivando. Starà a voi farvi trovare pronti con le giuste competenze quando il mondo del lavoro e, quindi, le aziende cercheranno i nuovi professionisti della gestione dei conflitti aziendali. Starà a voi iscrivervi in tempo al corso che vi consentirà di riuscirci.

Ora sulla cultura organizzativa ne sapete davvero di più. Si tratta solo di una mini-guida, sia chiaro, e, in quanto tale, non vi è alcuna possibilità che sia esaustiva, ma avete in mano tutte quelle informazioni base da cui potrete decidere di approfondire l’argomento. Noi, anche sotto questo punto di vista, non ci tiriamo indietro. Come? Dandovi dati da conoscere attraverso la pubblicazione di tutti quegli articoli che postiamo con  frequenza nel nostro blog tematico Trainingschool.unicusano. Se poi questi articoli non bastano a togliervi i dubbi che avete, potete sempre farci domande dirette scrivendocele attraverso  l’apposito form informativo.